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Press Release - Italian version Comunicato Stampa
L’AUS INCONTRA GLI INSEGNANTI SICILIANI
Nel pomeriggio dell’8 maggio 2020, l’American University of Sicily ha aperto i battenti della sua camera ZOOM agli insegnanti siciliani, per uno scambio di idee e di proposte sui bisogni della scuola in questo tempo di Emergenza e per guardare alle sfide del Post Corona. In collegamento da tutte le provincie siciliane il considerevole numero di docenti di ogni ordine e grado, insieme ad alcuni Dirigenti, ha dimostrato che, nonostante si stia affrontando con impegno l’adattamento della didattica tradizionale alle nuove modalità, abbiano prevalso - ad un mese dalla fine dell’anno scolastico - motivazione tenace, desiderio di guardare oltre l’emergenza e bisogno di accompagnamento. A guidare la discussione il prof. Basha, professore di Pedagogia e presidente dell’AUS, insieme ai relatori ospiti provenienti da due delle zone più colpite dalla pandemia: la prof.ssa Sidoli, Neurologa e Specialista di Pedagogia Speciale, già professoressa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e il prof. Milan, docente di Pedagogia interculturale dell’Università di Padova. La scelta dell’AUS di rivolgersi, con le sue competenze professionali in ambito educativo, agli insegnanti della Sicilia nasce dal valore che si alla scottante attualità che ci ha riuniti tutti come comunità allargata. Lo sguardo alla ferita ancora aperta non ha ristretto l’orizzonte verso una panoramica più ampia sulla scuola del domani. Un domani ormai prossimo dai contorni poco definiti in cui l’urgenza di ritornare alla didattica in presenza non deve far perdere delle opportunità che si sono presentate con la DAD. Il prof. Basha nel suo intervento introduttivo ha rilevato che le nuove generazioni, tradizionalmente sedute dietro i banchi di scuola, posseggono rispetto agli insegnanti una maggiore dimestichezza con la tecnologia. «Ma il leader della classe rimane, anche al di dello schermo, il docente che come un direttore di orchestra - continua Basha - ha il ruolo di proporre la partecipazione attiva degli studenti e di valorizzare le loro competenze e capacità che in presenza non emergerebbero e che rappresentano la vitalità nella società digitale. I ragazzi in questa fase di “distanza” hanno bisogno di un surplus di fiducia e di “presenza” della scuola». La professoressa Sidoli, convinta sostenitrice della didattica in presenza, l’unica che per Lei custodisce l’autenticità della relazione docente-discente e il rapporto fra il gruppo dei pari, suggerisce una riapertura delle scuole che faccia tesoro delle componenti emotive e teoriche maturate in questo tempo. La Sidoli richiama alla consapevolezza della responsabilità collettiva, dalla quale non si può prescindere, e che matura e si manifesta attraverso “un fare educativo”: «La risposta all’evento drammatico e doloroso (come altri nella storia del nostro paese) può esprimersi attraverso l’attenzione e la cura verso e gli altri, cura che va dall’obbedienza delle norme sanitarie al rispetto del pianeta. A settembre è importante coinvolgere gli studenti in azioni educative mirate ed introdurre un clima in cui si devono integrare cognitività ed emotività, per sviluppare le potenzialità della mente umana».
L’intervento del prof. Milan si è sviluppato attorno all’analisi di una recente ricerca affrontata in tutto il mondo. «Il rapporto dell’indagine in Italia- dice Milan - evidenzia come l’emergenza abbia rilevato elementi di complessità tra cui l’aumento delle disparità per chi vive in zone più vulnerabili: mancano banchi e cattedre, si soffre di affollamento abitativo, c’è un profondo gap informatico, si registra l’impreparazione alla DAD degli insegnanti che riversano contenuti senza utilizzare le tante chance di un’attenta didattica a distanza, abuso della tecnologia da parte degli studenti». La sua analisi è stata funzionale alla necessità di dare alla scuola il ruolo principe che riveste nella società. «In una scuola che chiamerei ferita, perché tante sono le ferite connesse all’interruzione, e di fronte alla quale in tanti ci poniamo la questione della vulnerabilità, sono tuttavia tante le opportunità per fronteggiare quelli che - sostiene il prof. Milan - sono i dati più preoccupanti, ossia il senso di solitudine educativa e la richiesta di socialità, bisogni primari della persona ai quali si può rispondere attraverso il “co-creare educativo”. Esso è come i punti di sutura per questa ferita e riunisce in una unica forza tutte le realtà educative, soluzione contro la dispersione scolastica in senso lato. Evidente necessità è anche che la politica guardi alle realtà scolastiche». Ne è seguito uno scambio sincero che ha messo sul tavolo, fra l’altro, il disagio per una “vera inclusione” o per la difficoltà di mantenere salda la relazione docente-discente durante la DAD. Risposta al grande bisogno di senso di normalità, pur senza prossimità, è la continuità di relazioni attraverso una distanza creativa, perché quello che conta è la cultura della relazione, dell’accompagnamento educativo e del recupero del senso di appartenenza alla dimensione scuola.
AUS MEETS SICILIAN TEACHERS In the afternoon of May 8, 2020, the American University of Sicily opened the doors of its ZOOM room to Sicilian teachers, for an exchange of ideas and proposals around the needs schools in this time of emergency. The event was designed to engage participants in discussion and debate on the DAD “Didattica a Distanza” “Distant Education” during this critical emergency phase. This consultation is the first time, almost after years, that those working in education have had an opportunity to consider the structure of the online curriculum, what it is comprised of, and how time is organized across it. All challenges Post Corona were brought into the discussion. In connection with all the Sicilian provinces, the considerable number of teachers of all levels and ranks, together with some school directors, have shown that although efforts are being made to adapt traditional teaching; a month before the end of the school year, they are motivated and full of desire to look beyond the emergency. The meeting was facilitated by Prof. Basha, professor of Pedagogy and president of the AUS, together with 2 guest speakers from 2 affected areas by the pandemic: Prof. Sidoli, Neurologist and Specialist of Special Pedagogy, former professor of the Catholic University of the Sacred Heart of Milan and the professor. Milan, professor of Intercultural Pedagogy of the University of Padua.